Nei suoi occhi leggevo la febbre del piacere: lui non aspettava altro. Indian porn sex – e con le dita mimai il gesto di chi tira una sega a un maschio. Non mi sento in colpa: tutto ciò che faccio, lo faccio a fin di bene. Lui me lo aveva chiesto più volte o ci aveva solo tentato ma io lo avevo accontentato poco e male: temevo il suo giudizio… Faccio bene il mio lavoro, m’impegno con tutta me stessa, specialmente di notte anzi, la notte direi che tanto angioletto non lo sono… Il giorno dopo arrivò anche padre Fulvio e con lui mi confessai. D’un tratto si fece silenzio e tutti si divennero attenti ai miei gesti. – intervenne la ragazza – Devi farlo tu… sono giovani e, nonostante tutto, molti hanno le loro pulsioni: arrapano come chiunque. Piano piano lo liberai e adesso il suo affare svettava, duro come la pietra. –
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Due giorni dopo, a Ferragosto, organizzammo la brace sulla spiaggia, portammo una chitarra e cenammo tutti in allegria. Basta liberare la nostra naturale libidine per capire tutto e subito. Era tardi e sulla spiaggia non c’era quasi nessuno… Il mondo introno scomparve, ora desideravo solo sentire quel cazzo turgido e liscio riempirmi le mani, desideravo solo donare piacere col mio corpo




















